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Il cielo è cupo, il mare appare tormentato, l’aria è calda nonostante la stagione invernale e le forti raffiche di vento!
Si respira aria di tempesta!
Sulla soglia del mio negozio, arriva forte l’odore di salsedine che insiste a ondate a farsi sempre più accentuato.
Attraverso la strada e il mare sta prendendo possesso della passeggiata, comincia ad essere cupo e preoccupante.
Torno indietro, nonostante sia affascinato dalla tempesta che si sta scatenando, ma le onde si stanno facendo troppo minacciose.
Una cliente entra spaventata nel negozio chiedendo se si poteva rifugiare dall’arrivo della pioggia.
L’accolgo e cerco di tranquillizzarla, distraendola, facendole provare un paio di occhiali dalle lenti gialle.
Comincio a darle spiegazioni tecniche per alleviare la tensione.
Contemporaneamente, tra una chiacchiera e l’altra, diamo un’occhiata fuori, le palme piegate come non le avevo mai viste.

Aria di tempesta

La schiuma delle onde del mare cominciava ad invadere i giardini davanti!
Il cielo si è colorato di una tonalità di giallo come se una tempesta di sabbia lo avesse invaso ed improvvisamente tutto diventa buio.
Caterina, con ancora indosso gli occhiali, mi guarda e con un filo di voce mi dice: ”questi occhiali fanno vedere tutto giallo, potrebbero essere molto utili quando c’è la nebbia”.
Si, hai ragione rispondo, generalmente li consiglio a chi intraprende viaggi in zone dove la nebbia regna sovrana tutto l’inverno.
Ma nonostante queste lenti siano utilissime per chi viaggia, devo dirti che se le togli, oggi vedrai ugualmente tutto colorato di ocra!
Caterina abbassa le lenti e con gli occhi sgranati mi guarda e istintivamente arretra, come se quello che aveva appena visto potesse impossessarsi di lei.
Questa situazione apocalittica, stava mettendo ansia anche a me, il vento continuava a soffiare talmente forte da far vibrare le vetrine.
Era passata quasi un’ora dall’entrata di Caterina nel mio negozio e tutto continuava ad essere pericolosamente anomalo!
Cerco di sdrammatizzare facendo qualche battuta, per tagliare l’aria tremendamente rigida per la situazione, ma Caterina è ormai in preda al panico.
Passano le ore e finalmente il cielo comincia a riprendere un colore quasi normale, il vento si attenua leggermente e, nel caos totale che si era creato sulla passeggiata, si comincia ad intravedere un triangolino di azzurro.
Con le guance rigate dalle lacrime, la mia cliente mi abbraccia ringraziandomi per l’ospitalità e dicendo che il giorno dopo, tempo permettendo, sarebbe venuta ad acquistare gli occhiali che aveva provato!

Aria di Tempesta